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La malattia CRONICA dell’imprenditore italiano

C’è una cosa che mi dà molto fastidio recentemente.

E’ un comportamento che mi salta all’occhio fin da quando ho iniziato a fare il copywriter, ed è incredibile vedere come tanti non se ne accorgano per nulla – anche se limita in maniera spaventosa le soddisfazioni che potrebbero togliersi nel loro business.

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Qual è la peggior malattia che affligge gli imprenditori e i professionisti italiani?

Ma prima di parlartene, ti voglio aggiornare sulla mia esperienza nella fredda, pulita ed elegante (ma non così tanto efficiente) Vienna.

Sono tornato da 2 giorni e ti scrivo dalla mia base genovese, colmo di spunti dalla settimana nella capitale austriaca (alcuni li ho condivisi nei video che trovi nello SfornaClienti Club.)

La verità però è che non ho neanche disfatto la valigia, perché domani parto di nuovo (se ti interessa… leggi il PPS).

Comunque, torniamo alla cosa che mi dà così tanto fastidio.

E’ un modo di fare e di presentarsi così assurdo che ti sciocca.

La considero una vera e propria MALATTIA.

Ti dirò di più: si tratta di una malattia CRONICA, che colpisce la maggior parte degli imprenditori italiani.

Se sei uno di quelli svegli che si è beccato in anteprima una copia in edizione limitata del “Piccolo Libro della Scrittura Persuasiva” avrai capito già a cosa mi riferisco…

Si tratta del maledetto aziendalese.

Come per tante brutte malattie (e dopo quasi 9 anni di convivenza con un’Infettivologa, credimi, un po’ me ne intendo anch’io), non è facile arrivare a rintracciare l’origine dell’aziendalese in modo preciso.

Bisogna tenere in conto sicuramente fattori ambientali, cattive abitudini, e la tendenza ad avere comportamenti a rischio.

Io però ho sempre pensato che si trattasse di un modo che le persone insicure – o magari semplicemente ignoranti – usano per provare a darsi un tono.

Magari hai a malapena il diploma, e giustamente vuoi far vedere che ne capisci di quello che fai.

Studi a menadito le caratteristiche del tuo prodotto, o come fai quello che fai (il tuo servizio) e non vedi l’ora di vomitarlo addosso al malcapitato prospect, o al malcapitato visitatore del tuo cavolo di sito vetrina (o peggio della tua pagina social).

HAI ROTTO.

Oggi mi tocca dirlo: non stai facendo bene il tuo lavoro, se comunichi male.

[Sempre a meno che questa non sia la tua strategia:
restare piccolo e nascosto, noioso e per pochi adepti, predicando agli addetti ai lavori del tuo settore invece che ai tuoi clienti ideali]

Se sei un vero imprenditore, non penso sia questo il caso.

Secondo me sai cos’è?

E’ piuttosto che non dai importanza al marketing diretto.

E non conosci il valore del copywriting.

Ecco cos’è.

Ma questa ignoranza andava male già nel 2007, figurati ora che siamo nel 2017…

Ecco perché dico che è una malattia.

E quello che mi colpisce è come persone di tutti i tipi, da chi ha un’agenzia di assicurazioni a chi ha uno studio professionale – e anche i loro venditori/dipendenti/collaboratori – si ostinino a far finta di niente.

Poi si lamentano che la gente non apre le loro email, non risponde ai loro messaggi pubblicitari, non reagisce quando parlano dal vivo.

Ti credo!

Stai parlando aziendalese, sciorinando termini tecnici che solo tu capisci, verbi impersonali e paroloni che finiscono in “-ione”.

Pensi di risultare più “serio” così?

Purtroppo non è così, sei solo più noioso
e soprattutto incomprensibile.

E una delle leggi della vendita è che chi non capisce non compra.

E’ inutile che ti nascondi dietro il fatto che sei nel B2B.
Non cambia assolutamente nulla.

Se proprio vuoi, usa “lei” o anche il “voi” come si faceva dalle mie parti ai tempi dei Borboni… ma questo non ti renderà più persuasivo.

Non serve provare a darti un tono.
Per chi sa cosa significa lavorare solo in base ai risultati e senza stipendio fissa, tu sei già un eroe.
Sei già 1000 volte meglio di ogni politico o impiegato ministeriale.
Vali immensamente di più per il tuo Paese.

Ascolta me: ci sono passato, so cosa significa.
Hanno provato ad addestrarmi a futuro burocrate a varie riprese, prima al Liceo Classico, poi all’università (non so come ho fatto a resistere, ma mi sono preso 2 lauree in scienze politiche) e di nuovo quando facevo fundrasing nel non profit con bandi europei.

Le cose hanno iniziato a cambiare sai quando?

Quando, stanco di tutta la fuffa e l’inconcludenza di quel mondo, mi sono messo a fare il venditore.

E sì, ho passato un po’ di tempo per strada, a sbattere contro le porte e l’indifferenza, in preda all’ansia e senza un euro in tasca. Ma ne è valsa veramente la pena.

Come diceva Steve Jobs, “è più divertente fare il pirata che entrare in Marina”

Ho recuperato la concretezza che poi in realtà sapevo appartenermi, perché sono cresciuto in una piccola attività a conduzione familiare dove si parla come si mangia.

Un annetto fa, a forza di confrontarmi tutti i giorni con aziende che non si capisce cosa fanno e che benefici danno, mi sono dato come missione quella di sradicare questa malattia dall’Italia.

Non ho certo la pretesa di creare un dipartimento “Igiene” del linguaggio commerciale, ma so che – assieme a te che mi segui – posso fare tanto.

Perciò ti chiedo di pensare a qualcuno che conosci – qualcuno che soffre di “aziendalese” (e magari ne va pure fiero) –
e di mandarlo a scaricare le risorse gratuite che ho messo su CopyPersuasivo.com

Il motivo è semplice:
Se quella persona fa o vende qualcosa di buono, che risolve problemi o soddisfa desideri, ha il DOVERE morale di essere efficace nella sua comunicazione.

Ha il DOVERE morale di coinvolgere più potenziali clienti ed essere più interessante alle loro orecchie.

Per il loro bene, ha il DOVERE morale di portarli ad agire diversamente da come avrebbero fatto se non avessero incontrato il suo messaggio.

Per questo esiste il Copy Persuasivo.

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P.S.
Ecco un po’ di occasioni che metto a disposizione prossimamente per chi vuole incontrarmi dal vivo e andare davvero in profondo in queste cose:

[Genova, 16 Maggio] Corso di Copywriting Strategico, ultimi 5 posti rimasti

[Venezia Mestre, 18-19 Maggio] Corso Master Restaurant / Sessione SfornaClienti

[Torino, 20 Maggio] Sessione gratuita di Comunicazione per Case Editrici @Salone del Libro
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P.P.S.

Domani sono in partenza per NY, per una workcation (vacanza-lavoro) dove rincontrerò alcuni amici d’infanzia e Nick Lall, uno dei ragazzi con cui ho mosso i primi passi da copywriter qualche anno fa.

Cos’ha di così interessante questa persona da dedicargli una giornata del mio tempo?

Beh, almeno 4 cose:
1) E’ un vagabondo come e più di me, e avrà tante storie curiose da raccontare.
2) E’ di NY ma passa la maggior parte dell’anno in Sud-est asiatico (“vivere nella Grande Mela è troppo stressante”)
3) Faceva parte del mio stesso Mastermind (un gruppo di confronto tra imprenditori/professionisti) assieme ad altri ragazzi europei e americani. Ci siamo conosciuti online, e da un anno a questa parte finalmente li sto incontrando uno a uno dal vivo.
4) Ha lavorato 2 anni per Nomad Capitalist, un servizio innovativo di assistenza legale per imprenditori che vogliono liberarsi dal giogo fiscale (e sono americani, figurati..)

Per oggi è tutto.
Alla settimana prossima!

 

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